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Tra ironia e serietà

Gruppo istruttori: da sinistra Fabrizio Ladino, Tiziana Crivelotto, Barbara Bergamin e Michele Gentile
Scuola Italiana Nordic Walking
A Feltre
Gruppo istruttori

Foto: Greg Ehlers / Simon Fraser University

Imparare a camminare non finisce nei primi anni di vita, è un processo permanente di aggiustamento e un'estensione dell'evoluzione umana. Un nuovo studio suggerisce che uno dei motivi per cui le persone adeguano continuamente e inconsciamente il modo di camminare è perché il corpo è cablato per risparmiare energia.


La notizia è sia buona che cattiva per l'esercizio. Le persone che vogliono bruciare calorie camminando, nel tentativo di perdere peso, devono superare l'obiettivo contrario del corpo di conservare energia. Ma per le persone che si dedicano a lungo termine, l'attività fisica competitiva come la maratona, restare aggrappati ad alcune calorie in più può aiutare ad aumentare la resistenza.


"Stai cercando di perdere un chilo o di vincere una gara?" ha detto Jessica Selinger, prima ricercatrice e candidata PhD al Dipartimento di Fisiologia e Chinesiologia Biomedica della Simon Fraser University in Canada. "Potresti desiderare di essere meno efficiente così che facendo esercizio brucieresti più calorie per movimento ... Se ti impegni un una corsa realmente lunga, dovresti essere in grado di conservare un po' di quella energia per la fine della gara in modo da avere una spinta finale".


Per le persone che usano pedometri o tracciatori di fitness e camminano o corrono su terreni simili tutti i giorni, questo potrebbe significare che il corpo usa sempre meno calorie adattandosi alla routine.


Lo studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, ha chiesto ai partecipanti di eseguire una serie di test di cammino indossando un esoscheletro robotico appositamente progettato. Prima hanno chiesto ai partecipanti di camminare normalmente per 12 minuti per valutare il loro stile e modello di cammino.


Poi, hanno applicato diversi livelli di pressione attraverso i comandi sull'esoscheletro - così lievi che i partecipanti non lo notavano consapevolmente - per vedere come si adeguavano. La pressione, aumentava o diminuiva lievemente la resistenza sulle ginocchia, rendendo leggermente più difficile camminare con la loro andatura normale.


Essi hanno scoperto che il sistema nervoso centrale apprende molto rapidamente un modello altamente efficiente di movimento per affrontare il terreno, usando meno energia possibile.


Con un altro livello di complessità, per verificare se l'andatura appena regolata si sarebbe ripetuta più tardi, dopo altre esperienze e distrazioni, i ricercatori hanno regolato un metronomo ticchettante a velocità diverse e hanno chiesto ai soggetti di camminare secondo tali battiti. E, pur con la confusione di un metronomo, non appena la distrazione è stata rimossa, i soggetti sono tornati ad usare la nuova andatura, o "frequenza di passo preferita", in pochi secondi, anche se l'energia risparmiata era solo del cinque per cento.


Questa "risparmio" di energia è avvenuto così in fretta, che secondo i ricercatori deve essere stata una risposta automatica nel sistema nervoso centrale.


"Possiamo prendere decisioni consapevoli per cercare di fare più esercizio", ha detto la Selinger. "Ma ciò che dimostra davvero la ricerca è che, dietro le quinte, tipo nel subconscio, il sistema nervoso ha ancora questo obiettivo di cercare di risparmiare un pò di energia".


"Si può immaginare che ci siamo evoluti per spostarci in questo modo, o impariamo a muoverci in questo modo nel corso di tutta la nostra vita", ha detto la Selinger. "Ma qui in questo studio dimostriamo che cambiamo realmente e adattiamo la nostra andatura sulla base dei segnali fisiologici. Dove questo studio si discosta, è nel fatto che è il primo a mostrare che percepiamo continuamente e ottimizziamo il costo in tempo reale".


Poiché il corpo è cablato per risparmiare energia regolando i passi sulle nuove situazioni, i regimi di esercizio per la perdita di peso e la riabilitazione per aiutare le persone a ritrovare la loro normale andatura di cammino dopo un ictus, per esempio, potrebbero trovare benefici lavorando di più con il corpo che contro di esso.


"Diciamo che qualcuno ha un ictus", ha detto la Selinger. "Ha di fronte nuovi vincoli quando cammina. La riabilitazione tradizionale direbbe che hanno un'andatura asimmetrica e quindi cercherebbe di ripristinare l'andatura simmetrica. Ma i nostri risultati suggeriscono che l'andatura asimmetrica che la persona ha acquisito è in realtà il modo energeticamente più efficiente per lei di muoversi. Potremmo dover seguire alcuni approcci nuovi o diversi per allineare l'obiettivo concorrente delle terapie di riabilitazione e gli obiettivi di ottimizzazione interna della persona".


Questa è una ricerca preliminare sul modo in cui il sistema nervoso può comandare i passi di una persona. I ricercatori dicono di voler continuare ad esplorare dove partono questi scatenanti e come i sistemi del corpo lavorano in tandem per stabilire i nostri modelli di cammino.

 

 

 


Fonte: Bianca Seidman in CBSNews.com (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Jessica C. Selinger, Shawn M. O’Connor, Jeremy D. Wong, J. Maxwell Donelan. Humans Can Continuously Optimize Energetic Cost during Walking. Current Biology, In press. DOI: 10.1016/j.cub.2015.08.016

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