Varie malattie, revisione di 27 studi

Benefici per la salute del Nordic Walking: una revisione sistematica.

 

Tecnica NWFigura 1Contesto

Lo stile di vita moderno, con la sua mancanza di attività fisica quotidiana e di esercizio fisico, predispone a malattie croniche come il diabete mellito, l'obesità, l'ipertensione e la coronaropatia (rif. 1). Nonostante il fatto che i benefici di una regolare attività fisica siano ampiamente noti, la scelta di uno stile di vita sedentario è in aumento come prevalenza (rif. 2, 3). Pertanto, è giustificato individuare forme di attività fisica, facilmente accessibili e che possono essere eseguite da un gran numero, e una vasta gamma, di persone per un periodo di tempo sufficiente e con una intensità appropriata da indurre effetti sulla forma e sulla salute.


Camminare a ritmo sostenuto, una forma semplice e sicura di esercizio, è indiscutibilmente una misura efficace per contrastare i rischi della sedentarietà, anche per quelli meno portati e potrebbe ridurre la prevalenza di malattie croniche in tutte le populazioni (rif. 4). Tuttavia non è considerato molto di moda e ha non è stato adottato da una percentuale significativa della popolazione.


Il Nordic Walking (camminata con i bastoncini, NW) è stato sviluppato in Scandinavia e in Europa centrale, e introdotto quasi 20 anni fa. Persone di ogni età ne sono state rapidamente attratte (rif. 5). Il NW si è dimostrato una forma semplice e fattibile di attività fisica che può essere praticata da quasi tutti, in ogni luogo, e in quasi ogni momento. Equivale a camminare a ritmo sostenuto, tranne l'uso aggiuntivo di bastoncini appositamente progettati che forniscono il vantaggio di coinvolgere attivamente la parte superiore del corpo e le braccia (Figura 1).

 
Lo scopo di questa revisione è riassumere sistematicamente, analizzare e interpretare i benefici per la salute del NW in generale, e di confrontarli con la camminata veloce e la corsa per quanto riguarda i suoi effetti sulla frequenza cardiaca, il consumo massimo di ossigeno, la qualità della vita, e altre misure relative alla salute.

 

 


Acquisizione prove

 

Ricerca nella letteratura: Criteri di inclusione ed esclusione
Per coprire la vasta gamma di possibili articoli sul NW, sono state fatte ricerche sui seguenti database: ISI Web of Knowledge, PubMed, CENTRAL, CINAHL, e PEDro . Le principali voci di ricerca includevano "nordic walking", "pole walking" , "pole striding" e "exerstriders”. Nella seconda fase, sono stati modificati tutti gli elementi da ciascuna delle malattie citate. Se un articolo includeva più di un oggetto di ricerca, è stato conteggiato una sola volta nel corso delle ulteriori analisi. La ricerca è stata limitata agli articoli scritti in inglese e tedesco e per il periodo dal 1950 ad oggi (Gennaio 2013).


La raccolta dei dati si è svolta tra Novembre 2010 e Maggio 2012, ed è stata eseguita l'analisi dei dati tra Aprile 2011 e Maggio 2012. I riferimenti di tutti gli articoli inseriti sono stati controllati per trovare ulteriori pubblicazioni rilevanti. Sono stati inclusi solo studi RCT (Randomized Controlled Trial = Studi randomizzati controllati) e studi osservazionali, facendoli corrispondere ai criteri di ricerca che si riferiscono ai temi della salute. Se gli studi non hanno applicato una corretta tecnica di NW o non hanno usato i bastoncini progettati specificamente per il NW, essi non sono stati considerati. Poiché l’ "exerstriding" è stata una delle prime forme commerciali di NW con una tecnica identica, gli articoli su questo argomento sono stati inclusi e valutati insieme a tutti gli altri studi specifici del NW.


Processo di selezione ed estrazione di dati
In totale, 211 articoli includevano i termini di ricerca utilizzati. Di questi, 141 hanno dovuto essere esclusi sulla base del titolo e del sunto, poiché riguardavano il NW in un contesto diverso da quello della salute. In seguito i risultati ottenuti dalle cinque banche dati sono stati confrontati per fare coincidere le corrispondenze. I restanti 27 articoli sono stati accettati per l'analisi finale: 16 RCT e 11 studi osservazionali. Due revisori indipendenti hanno letto tutti gli abstract, e i disaccordi sull’ammissibilità sono stati successivamente risolti per accordo. Gli articoli sono stati poi controllati nei dati rilevanti, che sono stati estratti due volte e confrontati nella loro precisione. Due revisori hanno effettuato analisi statistiche e gestito le citazioni.

 

 


Sintesi delle evidenze

 

Nel complesso sono stati identificati 16 RCT per un totale di 1.062 pazienti (gruppo di NW n=559, gruppo di controllo n=503), che rappresentano gli effetti sulla salute a lungo termine della camminata nordica. La durata mediana degli studi era di 3-24 (13,1 ± 7,3) settimane (vedi Tabella 1). Inoltre, i dati di 11 studi osservazionali con 831 pazienti sono stati inclusi nelle analisi, per dimostrare gli effetti sulla salute a breve termine di questo sport (vedi Tabella 2). In tutti gli articoli recensiti, sono stati generalmente misurati la frequenza cardiaca massima e/o il massimo consumo di ossigeno con un test incrementale massimo.

 

Tabella 1 - Panoramica degli studi RCT sugli effetti del Nordic Walking sulle malattie croniche

Studio, anno, riferimento Stato di salute Nr Int=Intervento, Con=Controllo, n=Casi, XX’=minuti, v/set=volte/settimana, set=settimane Intensità Risultati
Breyer 2010 (rif. 22) COPD 60 Int: n=30; NW 60’ x 3 v/set x 12set
Con: n=30; sedentary
NW: 75% HRmax ↑ tempo camminata (p<0.01)
↑ 6MWT (p<0.01)
↓ sedentarietà (p<0.01)
Collins 2005 (rif. 21) Arteriopatia obliterante periferica 49 Int: n=25; NW 3 v/set x 24set
Con: n=24; sedentary
N/A ↑ HRmax (p=0.04)
↑ VO>2peak (p=0.016)
↑ dolore percepito (p=0.02)
↓ BP (p<0.001)
van Eijkeren 2008 (rif. 28) Parkinson 19 Int: n=10; NW 60’ x 2 v/set x 6set
Con: n=9; sedentary
NW: velocità
individuale
↑ 6MWT (p<0.01)
↑ QoL (p<0.01)
Figard-Fabre 2010 (rif. 15) Obesità 11 Int: n=6; NW 3 v/set x 4 setCon: n=5; 3 v/set cammino x 4set NW e cammino:
4 km/h (1,1 m/s)
↑ HRmax (p<0.001)
↑ VO2peak (p<0.001)
↑ consumo energia (p=0.022)
↓ RPE (p=0.031)
Figard-Fabre 2011 (rif. 16) Obesità 23 Int: n=12; NW 45’ x 3 v/set x 12set
Con: n=11; cammino 45’ x 3 v/set x 12set
NW e cammino:
velocità individuale
↑ VO2peak (p=0.005)
↑ perseveranza (p=0.011)
↓ grasso corporeo (p=0.011)
↓ BP (p<0.001)
Gram 2010 (rif. 14) Diabete mellito tipo 2 68 Int1: n=22; NW 45’ x 2 v/set x 8 set
Int2: n=24; gruppo di esercizio
Con: n=22; sedentari
NW e esercizio: >40% VO2peak ↓ Massa grasso corpo (p=0.021)
(↓) HbA1c (n.s.)
Hagner 2009 (rif. 13) Sani 168 Int: n=168; NW 12set (65 pre-, 53 peri-, 50 post- menopausa)
Con: nessuno
NW: velocità
individuale
moderata
↑ HDL (p<0.01)
↓ LDL (p<0.01)
↓ trigliceridi (p<0.01)
↓ IMC (p<0.01)
Hartvigsen 2010 (rif. 5) Dolori bassa schiena e/o gambe 136 Int1: n=45; NW 45’ x 2 v/set x 8 set
Int2: n=45; NW auto-controllato;
Con: n=46; consigli su attività fisica
N/A n.s.
Henkel 2008 (rif. 24) Dolori collo 85 Int1: n=28; NW 2 v/set x 12 set
Int2: n=30; cammino 1 v/set con scarpe MBT®
Con: n=27; 2 v/set esercizi spina dorsale
N/A ↑ Qualità di vita (p=0.043)
↓ Dolori collo (p<0.001)
↓ Deterior. funzionale spina dorsale (p=0.011)
Kocur 2009 (rif. 18) Sindrome coronarica post acuta 80 Int1: n=40; NW 30’ x 4 v/set x 3setInt2: n=20; cammino 30’ x 4 v/set
Con: n=20; riabilitazione standard
NW e cammino:
velocità individuale
↑ Capcità esercizio (p=0.025)
Kukkonen-Harjula 2007 (rif. 12) Sedentarietà 121 Int: n=60; NW 40’, 4 v/set x 13set
Con: n=61; cammino 40’ x 4v/set x 13set
NW e cammino: 50% HRmax ↑ HRmax (95% CI=–2.3, 1.7)
↑ RER (95% CI=–0.1, 0.03)
↑ VO2peak (95% CI=–1.1, 0.9)
↑ Acido lattico (95% CI=–0.5, 0.5)
Langbein 2002 (rif. 20) Arteriopatia obliterante periferica 52 Int: n=27; NW 30/45’ x 4 v/set x 24set
Con: n=25; sedentari
NW: 70%–80% HR>max ↑ tolleranza esercizi (p<0.001)
↓ dolore claudicatio (p<0.001)
Mannerkorpi 2010 (rif. 23) Fibromialgia 67 Int: n=34; NW 20’ x 2 v/set x 15set
Con: 33; cammino 20’ x 2v/set x 15set
NW: RPE <12
cammino: RPE 10–11
↑ 6MWT (p=0.009)
Reuter 2011 (rif. 29) Parkinson 90 Int: n=30; NW 70’ x 3 v/set x 24set
Con I: n=30, cammino;Con II: n=30, esercizi flessibilità
N/A ↑ velocità cammino (p<0.001)
↑ distanza di cammino (p<0.02)
↓ BP (p=0.004)
Sprod 2005 (rif. 26) Riabilitazione cancro seno 12 Int: n=6; NW 20’ x 2 v/set x 8 set
Con: n=6; cammino 20’ x 2 v/set x 8set
NW e cammino:
40%–50% HRR
↑ forza estremità alte (p=0.046)
Suija 2009 (rif. 30) Depressione 21 Int: n=16 depressi, NW 30’ x 3v/set x 24set
Con: n=5 sani, NW 30’ x 3 v/set x 24set
N/A n.s.
Totale   1062      

Nota: il 95% dei CI sono tra i gruppi.
BP=pressione sanguigna; Con=gruppo di controllo, COPD=malattia polmonare ostruttiva cronica, HRmax= frequenza cardiaca massima, HRR= riserva frequenza cardiaca, Int,=gruppo di intervento, N/A= non disponibile, n.s.= non significativo, NW= Nordic Walking, PDQ-39= Questionario Parkinson, QoL= qualità della vita, RER= rapporto di scambio respiratorio, RPE=Tasso di sforzo percepito, sig= significativo, 6MWT= test del cammino di 6 minuti, VO2peak= picco di consumo di ossigeno, ↑ = aumento, ↓ = diminuzione.

 

 

Tabella2 - Panoramica sugli studi osservazionali sugli effetti a breve termine del NW sulla salute

Studio (riferimento) Stato di salute Nr Test e intervento
(set=settimane, XX’=minuti)
Intensità Risultati:
NW vs. cammino
Aigner 2004 (rif. 10) Sani 20 Test tapis roulant incrementale NW e cammino:
fino alla spossatezza
↑ HRpeak (p<0.01)
↑ acido lattico arterioso (p<0.01)
Baatile 2000 (rif. 27) Parkinson 8 NW 8set NW: velocità individuale ↑ capacità esercizio (p=0.025)
Church 2002 (rif. 9) Sani 22 Test cammino 1.600 m NW e cammino:
velocità individuale
↑ HRpeak (p<0.01)
↑ VO2 (p<0.001)
↑ consume energia (p<0.001)
Jordan 2001 (rif. 8) Sani 10 Test cammino 1.600 m NW e cammino: 75% HRmax ↑ HRpeak (p<0.05)
↑ VO2 (p<0.05)
↑ consume energia (p<0.05)
Knobloch 2006 (rif. 31) Sani 137 NW Total 29,160 ore NW: velocità individuale Documentazione tassi ferite
Leibbrand 2010 (rif. 25) Cancro al seno 563 NW 3 settimane N/A ↑ mobilità spalla (p=N/A)
↑ Qualità di Vita (p=N/A)
↓ sensibilità al dolore (p=N/A)
Oakley 2008 (rif. 19) Arteriopatia obliterante periferica 20 Test tapis roulant NW e cammino:
3.2 km/h a gradiente 4%
↑ HRpeak (p<0.001)
↑ distanza cammino (p<0.001)
↓ dolore gambe percepito (p=0.002)
Porcari 1997 (rif. 7) Sani 32 Test 20’ x 2 volte NW e cammino:
poco meno che massima
↑ HRpeak (p<0.05)
↑ VO2 (p<0.05)
↑ consumo energia (p<0.05)
Rodgers 1995 (rif. 6) Sani 10 Test 30’ cammino NW e cammino: poco
meno che massima
(6.7 km/h = 1.9 m/s)
↑ HRpeak (p<0.05)
↑ VO2 (p<0.05)
↑ RER (p<0.05)
↑ consumo energia (p<0.05)
Schiffer 2006 (rif. 11) Sani 15 Test campo incrementale NW e cammino: 1.2 m/s fino spossatezza
Corsa: 1.8 m/s fino spossat.
↑ HbA1c (n.s.)
↓ tessuti massa grassa (p=0.021)
Walter 1996 (rif. 17) Coronaropatia 14 Test 8’ cammino NW e cammino: 1.6 m/s ↑ VO2 (p<0.05)
↑ HRpeak (p<0.05)
Totale   831      

HRpeak= frequenza cardiaca massima durante il test del cammino, N/A= non disponibile, n.s.= non significativo, NW= Nordic Walking, QoL= qualità di vita, RER= rapporto di scambio respiratorio, VO2= consumo di ossigeno, ↑=aumento, ↓= diminuzione.

 

 


Soggetti sani

Nel 1995, il primo studio osservazionale a dimostrare i superiori effetti a breve termine del NW, rispetto al cammino di buon passo senza bastoncini, è stato condotto in dieci soggetti di sesso femminile. Si è riscontrato che 30’ di NW ad una intensità submassimale (6,7 km/ora, cioè 1,9 m/sec.) ha portato un 11% in più di consumo medio di ossigeno (VO2); l’8% in più nel picco di frequenza cardiaca; un rapporto di scambio respiratorio maggiore del 5%, e un consumo energetico superiore del 18%, rispetto al cammino vivace dello stesso ritmo (tutti p<0,05) (rif. 6).

Incrementi simili (VO2: 23%, frequenza cardiaca più alta: 18%, dispendio energetico: 22%, tutti p<0,05) sono stati trovati 2 anni più tardi in un altro studio osservazionale di Porcari et al. (rif. 7) in 16 donne e 16 uomini su due protocolli di cammino per 20’ separati, a ritmo submassimale. Jordan et al. (rif. 8) (n=10), così come Church et al. (rif. 9) (n=22) sono riusciti a confermare questi risultati sul VO2, sulla frequenza cardiaca e sul dispendio energetico, in studi osservazionali separati (vedi Tabella 2).

In un altro studio osservazionale, Aigner et al. (rif. 10) hanno osservato in dieci donne e dieci uomini che il NW ha portato una maggiore acido lattico nel sangue arterioso (12%) e un picco più alto picco di frequenza cardiaca (4%, tutti p<0,01) rispetto al cammino vivace su un tapis roulant.

Schiffer et al. (rif. 11) hanno valutato i parametri cardiorespiratori in 15 donne sane durante il NW, nel cammino, nella corsa e in una prova di campo di osservazione in giorni separati. I loro dati indicano un VO2 più elevato per il NW rispetto al cammino e al jogging a 6,5-7,2 km/ora (1,8-2 m/sec, p<0.05). A una velocità paragonabile (fino a 8,5 km/ora, cioè 2,4 m/sec, p<0.05), VO2 e la frequenza cardiaca durante il NW erano conformi a quelle del jogging.

In un RCT, Kukkonen-Harjula et al. (rif. 12) hanno studiato gli effetti a lungo termine del NW (n=60) e del cammino (n=61) durante un intervento di allenamento autoguidato per 12 settimane (40 minuti, 4 volte/settimana), simile per entrambi i gruppi, in donne che erano in precedenza sedentarie, al 50% della massima frequenza cardiaca individuale. Frequenza cardiaca massima, rapporto di scambio respiratorio, picco di consumo di ossigeno, e soglia del lattato sono migliorati nel corso del periodo di formazione, ma non c’era alcuna differenza tra i gruppi (Tabella 1 mostra le differenze Cl tra gruppi).

Hagner et al.(rif. 13) hanno diviso 168 donne in tre gruppi di età in base alla loro fase della menopausa per un RCT. Dopo 12 settimane di NW, i risultati hanno mostrato diminuzioni (tutti p< 0.01) nell’IMC (=Indice Massa Corporea), nella massa grassa totale, nelle lipoproteine a bassa densità, nei trigliceridi, e nella circonferenza della vita e un aumento delle lipoproteine ad alta densità nelle donne pre-, peri - e post- menopausa. Non è stata segnalata nessuna differenza tra gruppi, e non c'era un gruppo di controllo.

In sintesi, questi studi osservazionali e quelli RCT dimostrano che gli effetti nel breve termine, così come nel lungo termine del NW sono pari o superiori al camminare a ritmo sostenuto e (in uno studio) al fare jogging, per i soggetti sani.

 

 


Soggetti con malattie selezionate


Diabete mellito di tipo 2

Solo un RCT (rif. 14) ha esaminato gli effetti del NW nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 . Il gruppo di NW (n=22) si è allenato per 2 mesi (45’ x 2 volte a settimana), seguiti da altri 2 mesi (45’ x 1 volta a settimana, n=22). I risultati sono stati confrontati con un gruppo di controllo sedentario (n=22) e con un secondo gruppo di esercizio (n=24) che si è allenato 30’ alla settimana con esercizi di resistenza, non supervisionato, per 4 mesi. Non c‘era alcuna differenza tra i gruppi per quanto riguarda HbA1c e dispendio energetico, ma la massa del tessuto adiposo è diminuita (p=0,021).


Obesità

In un RCT, Figard-Fabre et al. (rif. 15) hanno esaminato 11 donne obese (IMC medio 33,1) l'effetto di 4 settimane (12 sedute) di esercizi di cammino di 5 minuti (quattro volte alla settimana) con e senza bastoncini a 4 km/ora (1,1m/sec) e a varie inclinazioni. L'uso dei bastoncini ha portato ad un aumento della frequenza cardiaca, e del VO2 (entrambi p<0,001); del dispendio energetico (p=0.022), e una diminuzione del tasso di sforzo percepito (p=0,031) rispetto al cammino senza bastoncini. In un successivo RCT, anche Figard-Fabre et al. (rif. 16) hanno potuto ulteriormente dimostrare in 23 donne obese (IMC medio 33,3) che il NW per 12 settimane (30’ x 3 volte alla settimana), ha portato ad una diminuzione della massa corporea (p=0.011) e della pressione arteriosa (p=0,001) rispetto a un gruppo che camminava con analoga durata dell'allenamento.


Malattia coronarica

In uno studio osservazionale del 1996, Walter et al. (rif. 17) hanno osservato 14 pazienti in riabilitazione cardiaca di fase III e IV in due studi sul cammino di 8 minuti separati, con e senza bastoncini, e hanno confermato le scoperte di Rodgers (rif. 6) che camminare con i bastoncini porta ad un aumento del VO2 (21%, p<0,05), dei picchi di frequenza cardiaca (13%, p<0,05), e una pressione sanguigna leggermente più alta durante il test da sforzo. In un RCT, Kocur et al. (rif. 18) hanno studiato gli effetti di 3 settimane di NW in aggiunta a un programma standardizzato di riabilitazione cardiaca. Ottanta uomini, 2-3 settimane dopo una sindrome coronarica acuta, sono stati randomizzati in tre gruppi: il primo riabilitazione cardiaca più NW (n=40; 2.5km, 4 volte a settimana), nel secondo cammino a ritmo sostenuto in aggiunta a riabilitazione cardiaca (n=20; 2.5km x 4 volte a settimana), e il terzo solo riabilitazione cardiaca standard (n=20). Il dispendio di energia è stato superiore sia nel gruppo di NW, sia in quello di cammino, rispetto al gruppo di controllo (10,8±1,8; 10,0±1,9; 9,2±2,2 MET, rispettivamente, p=0,025). Inoltre il gruppo di NW ha mostrato un aumento nella resistenza della parte bassa del corpo e dell'equilibrio dinamico (p<0,05).


Malattia arteriosa periferica
(o arteriopatia obliterante periferica omalattia occlusiva delle arterie periferiche)
In uno studio osservazionale su 20 pazienti con claudicatio intermittens, Oakley et al. (rif. 19) hanno confermato una distanza di cammino maggiore (p<0.001) e meno dolore percepito (usando una scala Borg CR10, p=0,002), nonostante un carico di lavoro maggiore. Hanno anche registrato un aumento della capacità di lavoro cardiopolmonare, indicato dall’aumento del VO2 (p<0.001). Nel 2002, Langbein et al. (rif. 20) hanno pubblicato un RCT su 52 pazienti con malattia arteriosa periferica con claudicatio intermittens. Dopo 24 settimane di NW (30-45’ x 3 volte alla settimana, n=27) ad una intensità del 70%-80% della frequenza cardiaca massima, hanno scoperto che l’allenamento ha migliorato il picco di consumo di ossigeno e la durata del cammino e ha diminuito il livello di dolore percepito della claudicatio (Walking Impairment Questionnaire; tutti p<0,001) rispetto al gruppo di controllo che non aveva fatto esercizio (n=25).
Collins et al. (rif. 21) hanno incluso 49 pazienti con claudicatio intermittens in un RCT con un protocollo di studio identico. Dopo 24 settimane di allenamento, sono riusciti a dimostrare il miglioramento del tempo totale del tapis roulant (10,3±4,1 vs 15,1±4,5 minuti, p<0,001); del picco di consumo di ossigeno (p=0.016); del livello percepito di claudicatio (p=0,02) durante lo sforzo; e della qualità della vita (con SF-36 [modulo breve di indagine sulla salute con 36 domande] e Walk Impairment Questionnaire, p=0.031).


Broncopneumopatia cronica ostruttiva

Breyer et al. (rif. 22) hanno arruolato 60 pazienti con malattia polmonare ostruttiva cronica (COPD) in un RCT di 12 settimane con NW. Il gruppo di NW (n=30) si è allenato per 60’ x 3 volte alla settimana con un'intensità del 75% della frequenza cardiaca massima, rispetto ad un gruppo di controllo sedentario (n=30). Il NW ha aumentato ogni giorno l'attività fisica e la distanza percorsa in un test del cammino di 6 minuti (entrambi p<0.01). Inoltre il NW ha diminuito la dispnea indotta da esercizio (punteggio dispnea Borg), l'ansia e la depressione (Hospital Anxiety and Depression Scale ) e ha migliorato la qualità di vita (SF-36 Physical Component Summary e Mental Component Summary; tutti p<0.01). Non è stata segnalata alcuna modifica nei parametri di funzione polmonare o nei farmaci.


Fibromialgia

Mannerkorpi et al. (rif. 23) in uno studio randomizzato hanno esaminato l'effetto del NW (n=34; tasso di sforzo percepito [RPE] <12) rispetto al cammino a ritmo sostenuto (n=33; RPE: 10-11) sul dolore nella fibromi algia, in 67 donne, per 20’ x 2 volte alla settimana per 15 settimane. Hanno trovato che il NW migliora la capacità funzionale in un test del cammino di 6 minuti (p=0.009) e diminuisce il livello percepito di limitazione di attività (Fibromialgia Impact Questionnaire Physical Scale, p=0,027). Tuttavia la gravità individuale del dolore non è cambiata durante il periodo di intervento.


Dolori in generale

In un RCT, Henkel et al. (rif. 24) hanno studiato gli effetti del NW per 2 alla settimana x 12 settimane in 27 pazienti con dolore cronico al collo e hanno osservato una riduzione del dolore cronico al collo aspecifico (p<0,001) e un aumento della qualità della vita (SF-36, p=0,043). In un altro RCT (rif. 5) con pazienti con dolore lombare e/o dolore alle gambe (n=136), 45’ x 2 volte alla settimana x 8 settimane di NW hanno mostrato una tendenza alla riduzione del dolore lombare, che ha comportato una riduzione di farmaci antidolorifici per via orale (per entrambi, vedi Tabella 1 per i controlli).


Cancro al seno

In un questionario di osservazione sui malati di cancro del seno, Leibbrand et al. (rif. 25) hanno trovato un miglioramento della mobilità della spalla e nella qualità della vita, mentre la sensibilità al dolore nella parte superiore del corpo è stato ridotto all'interno del gruppo. Non è stato descritto alcun peggioramento delle condizioni esistenti del linfedema.
Sprod et al. (rif. 26) hanno dimostrato in un piccolo RCT su 12 pazienti di cancro al seno femminile che 8 settimane di NW per 20’, due volte alla settimana, porta ad un aumento della resistenza muscolare del corpo superiore (p=0,046) rispetto al cammino normale.


Parkinson

Baatile et al. (rif. 27) hanno eseguito uno studio osservazionale di NW per 8 settimane, 40’ x 3 volte alla settimana, in 6 soggetti di sesso maschile con Parkinson e hanno dimostrato una maggiore indipendenza funzionale e qualità della vita, attraverso questionari specifici della malattia [Unified Parkinson’s Disease Rating Scale, p=0.026; Parkinson Disease Questionnaire-39 (p=0.028)]. Un RCT di van Eijkeren et al. (rif. 28) ha addestrato 19 pazienti di Parkinson (14 donne, 5 uomini) per 6 settimane x 60’ x 2 volte alla settimana). Hanno trovato un aumento di attività fisica e di qualità della vita (p<0.01) rispetto al gruppo di controllo sedentario. In un altro RCT, Reuter et al. (rif. 29) sono riusciti a dimostrare in 90 pazienti di Parkinson che un programma di esercizi di NW per 24 settimane x 70’ x 3 volte alla settimana, ha effetti superiori sulla velocità di marcia (p<0.02) e sulla distanza (p<0.001) e sulla pressione arteriosa (p=0,004; Tabella 1 mostra i controlli).


Depressione

In 16 soggetti depressi, Suita et al. (rif. 30) hanno indagato in un RCT l'impatto del NW (30’ x 3 volte alla settimana x 24 settimane). Il NW ha portato a un aumento non significativo dell’attività fisica e dell'umore dei pazienti.


Complicazioni e lesioni

Knobloch e Vogt (rif. 31) hanno valutato la sicurezza del NW in 137 esperti di NW sani (101 donne, 36 uomini, età media 53,5 anni, IMC=25,6) e hanno documentato l'incidenza di infortuni collegati attraverso un questionario. Dopo un totale di 29.160 ore di camminata nordica, il tasso riportato di infortuni è stato di 0.926 infortuni per 1.000 ore di allenamento. Questo è molto basso rispetto ad altri sport popolari come il basket o lo squash (14 infortuni ogni 1.000 ore). Il tasso di infortuni per la parte superiore del corpo sono leggermente più alti rispetto alla parte inferiore del corpo (0.549 vs 0.344 per 1.000 ore). Le lesioni più comuni erano strappi del legamento collaterale ulnare del pollice (equivalente al pollice dello sciatore ), e della caviglia superiore. Non ci sono dati disponibili sul tasso di infortuni di NW nei pazienti con specifiche patologie mediche.

 

 


Discussione

 

I risultati di questa revisione sistematica identificano chiaramente il NW come un modo sano e ben accettato di attività fisica. Il NW potenzialmente può essere incorporato nella vita quotidiana dei pazienti e quindi contribuire ad aumentare la loro attività fisica quotidiana. Inoltre poiché esso esercita effetti benefici su diversi parametri rilevanti, come la frequenza cardiaca a riposo, la pressione sanguigna, la capacità di esercizio, il consumo massimo di ossigeno, e la qualità della vita in una vasta gamma di malattie, è molto idoneo per la prevenzione primaria e secondaria.


Il NW ha guadagnato crescente popolarità nella popolazione generale dei diversi paesi europei settentrionali e centrali. Numerosi studi osservazionali hanno dimostrato che i benefici a breve termine del NW in confronto al camminare di buon passo senza bastoncini, includono un aumento del VO2 dell’11% -23% (rif. 6, 7, 8, 9, 11); la frequenza cardiaca di picco del 4% -18% (rif. 6, 7, 8, 910, 11); il rapporto di scambio respiratorio del 5% (rif. 6); la concentrazione di acido lattico del 12% (rif. 10); e il dispendio calorico del 18% -22% (rif. 6, 7, 8, 10).

 
Il NW genera fino a 6,3 -7.7 MET (rif. 7) a ritmi vivaci mentre il cammina raggiunge i 3,3-5,0 MET (rif. 32). Il NW nel lungo termine porta a una forma cardiorespiratoria migliore rispetto al camminare senza bastoncini, a causa della maggiore quantità di massa muscolare impiegata attraverso l'attività motoria supplementare della parte superiore del corpo. Ciò si traduce in un aumento della risposta cardiovascolare e respiratoria quando si cammina allo stesso ritmo, causando un aumento di dispendio di energia (rif. 12). Fino a un ritmo di 8,5 km/ora (cioè 2,4m/sec), esso porta anche a valori simili o superiori di VO2 e di frequenza cardiaca del jogging (rif. 11).


Pertanto il NW è una forma adeguata di esercizio aerobico per la maggior parte dei soggetti di sesso maschile e femminile, apparentemente sani, di età compresa tra 40 e 60 anni, che beneficerebbero di allenamento con esercizio aerobico di intensità corretta tra 4 e 8 MET, un range di intensità che è troppo alto da raggiungere per la camminata normale e troppo basso per la corsa. In questi soggetti il NW è adatto per colmare il divario di intensità tra le passeggiate e il jogging e presenta quindi una alternativa per tutti quelli che cercano uno sport che soddisfi le esigenze di attività fisica quotidiane ad una intensità ottimale che si traduca in benefici per la salute, superando i limiti di sforzo personali.

 
Studi precedenti (rif. 13, 16) hanno dimostrato che 12 settimane di NW provocano una diminuzione del IMC, della massa grassa totale, delle lipoproteine a bassa densità, dei trigliceridi e della circonferenza della vita e un aumento delle lipoproteine ad alta densità nelle donne in post-menopausa sane.

Gli argomenti della prevenzione del NW sono evidenti. Come l'attività fisica in generale (rif. 3, 32), il NW può avere effetti positivi analoghi sulle malattie croniche come il diabete o l’obesità (rif. 14 e 15). Nell'ambito dei programmi di riabilitazione cardiaca, il NW ha gli stessi effetti cardiorespiratori a breve e a lungo termine, del normale cammino, per le persone affette da coronaropatia (rif. 17, 18).

 
Per i pazienti con malattia arteriosa periferica, si raccomanda di camminare regolarmente (rif. 33). Il NW è una strategia utile di esercizio per migliorare la distanza del cammino, la forma cardiovascolare e la qualità della vita, come pure per la diminuzione del dolore percepito di claudicatio (rif. 19, 20, 21).


Nel COPD, il NW è associato ad un aumento dell'attività fisica quotidiana, alla capacità di esercizio funzionale, e alla qualità della vita. Inoltre esso diminuisce la dispnea da sforzo, l'ansia e la depressione ed è una modalità semplice ed efficace di allenamento fisico per i pazienti con COPD (rif. 22, 34).


Anche se c’è poca ricerca sul NW nella fibromialgia pubblicata, la combinazione dei metodi di allenamento di resistenza aerobica, di forza e di flessibilità, ha dimostrato di limitare il dolore da fibromialgia; di aumentare la funzionalità fisica, la resistenza muscolare e la forza, e di migliorare i parametri psicologici come l'autostima e la qualità della vita (rif. 23, 35).


Nei pazienti con dolore cronico, il potenziamento muscolare combinato con l’allenamento di resistenza ha un effetto positivo su diversi tipi di dolori non specifici al collo, alla spalla e alla bassa schiena (rif. 36). Il NW, in combinazione con l'allenamento di forza e di mobilità, si è dimostrato capace di ridurre in modo significativo il dolore aspecifico e cronico al collo e il mal di schiena, migliorando contemporaneamente la qualità della vita (rif. 24).


L'attività fisica regolare influenza positivamente la tolleranza all'esercizio e la qualità della vita delle pazienti con cancro al seno (rif. 37, 38). Il NW migliora ulteriormente la mobilità della spalla e riduce la sensibilità al dolore nella parte superiore del corpo, senza peggiorare il linfedema e può essere raccomandato per i pazienti di cancro al seno per aumentarne l’indice di attività (rif. 25, 26).


Inoltre i pazienti con disturbi progressivi neurodegenerativi del movimento, come il morbo di Parkinson, hanno dimostrato di beneficiare del NW. I risultati di piccoli studi hanno rivelato che i pazienti hanno benefici nel miglioramento delle competenze motorie, nella mobilità funzionale compromessa, nella velocità e nella distanza di cammino, che possono portare ad un tasso ridotto di cadute e a una migliore qualità di vita (rif. 27, 28, 29).

 
L’esercizio fisico regolare e moderato di resistenza è usato anche terapeuticamente per i disturbi depressivi da moderati a gravi, e ha dimostrato di migliorare l’umore dei pazienti (rif. 39, 40). Per quanto riguarda i punteggi della depressione così come della qualità della vita, il NW ha mostrato di tendere al miglioramento (rif. 30).


Poiché il NW è associato a un tasso relativamente basso di infortuni, è adatto non solo agli esperti ma anche a una vasta gamma di principianti (rif. 31).

 


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Nel loro insieme i risultati presentati sui benefici per la salute del NW derivano in parte da studi di piccole dimensioni che sono a volte incoerenti o non in linea con i risultati degli RCT. Tuttavia, questi risultati possono essere visti come la nemesi di ipotesi e sono di interesse generale. Tuttavia si devono trarre con cautela conclusioni e generalizzazioni.


Nel complesso il NW dimostra di essere una forma di attività fisica con vantaggi convincenti per la salute in generale ed ha effetti superiori a breve e lungo termine sul sistema cardiorespiratorio rispetto al camminare a ritmo sostenuto. Gli effetti a breve termine mostrano valori più elevati di frequenza cardiaca, consumo medio di ossigeno, quoziente di scambio respiratorio, soglia di lattato e consumo calorico (rif. 6, 7, 8, 910, 11), nonché profilo lipidico superiore (rif. 13).


La letteratura corrente individua all'unanimità il NW come una forma sicura, fattibile, e già disponibile di allenamento all’esercizio di resistenza, che esercita una panoplia di effetti benefici in una vasta gamma di persone con varie malattie e in quelle sane. Il NW può essere consigliato a chi desidera aumentare la propria attività fisica quotidiana con una routine di allenamento cardiorespiratoria efficace nell’ambito della prevenzione primaria o secondaria.

 

 

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T. Rathgeber e M. Niederseer hanno aiutato con la ricerca della letteratura. Non è stato riferito alcun conflitto di interessi finanziario dagli autori.

 

 


Riferimenti

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Fonte: University Institute of Sports Medicine, Prevention and Rehabilitation, Paracelsus Medical University of Salzburg, Salzburg, Austria.

Riferimenti: Tschentscher M, Niederseer D, Niebauer J. Health benefits of Nordic Walking: a systematic review.Am J Prev Med. 2013 Jan;44(1):76-84. doi: 10.1016/j.amepre.2012.09.043

Traduzione
di Franco Pellizzari


 

Rischio cardiovascolare e diabete di tipo 2

Studio: Effetti del Nordic Walking sui fattori di rischio cardiovascolare nei soggetti in sovrappeso con diabete di tipo 2, tolleranza al glucosio alterata o normale.

 

 

PREMESSE

L'attività fisica rimane una preziosa prevenzione per le malattie metaboliche. Abbiamo ritenuto di determinare gli effetti del Nordic Walking sui fattori di rischio cardiovascolare nei soggetti in sovrappeso con regolazione normale o disturbata del glucosio.


METODI

Abbiamo incluso 213 soggetti, con una media di 60 anni (±5,3) e indice di massa corporea (IMC) di 30,2 ± 3,8 kg/m2; tra questi, 128 avevano una normale tolleranza al glucosio (NGT), 35 l’avevano ridotta (IGT) e 50 avevano il diabete mellito tipo 2 (T2DM). I partecipanti sono stati randomizzati su una attività fisica inalterata o su 5 ore per settimana di NW con i bastoncini, per un periodo di 4 mesi. Le abitudini alimentari sono rimaste inalterate. Al momento dell'inclusione e dopo 4 mesi abbiamo valutato: IMC (indice massa corporea), circonferenza vita, pressione arteriosa, tolleranza al glucosio, chimica clinica, consumo massimo di ossigeno (picco di VO2) e attività fisica auto-riferita (via questionario). I partecipanti al gruppo di intervento nell’esercizio hanno tenuto un diario delle camminate.


RISULTATI

Nel gruppo di esercizio NGT, l'attività fisica auto-riferita è notevolmente aumentata, e sono diminuiti peso corporeo (-2,0 ± 3,8 kg), IMC (-0,8 ± 1,4 kg/m2) e circonferenza vita (-4,9 ± 4,4 cm) (mediana ± SD). Sono aumentate potenza di esercizio (12,9 ± 9,9 W) e picco del VO2 (2.7 ± 2.8 mL / kg / min) nel gruppo di esercizio IGT. Dopo l'intervento con esercizio fisico sono migliorati altri fattori di rischio cardiovascolare nelle persone con NGT rispetto a quelle con IGT o T2DM. La capacità di esercizio è significativamente migliorata in tutti e tre i gruppi di partecipanti che hanno riferito di aver eseguito almeno l’80% degli esercizi pianificati.


CONCLUSIONI

Il Nordic walking ha migliorato le misure antropometriche e la capacità di esercizio. Tuttavia, il NW senza sorveglianza potrebbe non fornire un sufficiente aumento di intensità dell’esercizio per ottenere salutari benefici finali sui parametri cardiovascolari valutati in questo studio, in particolare per quelli con regolazione disturbata del glucosio.

 

 

 


Fonte: Centro per la Famiglia e Medicina di Comunità, Karolinska Institutet, Huddinge, Svezia.

Riferimenti: Fritz T, Caidahl K, Krook A, Lundström P, Mashili F, Osler M, Szekeres FL, Östenson CG, Wändell P, Zierath JR. Effects of Nordic Walking on cardiovascular risk factors in overweight individuals with type 2 diabetes, impaired or normal glucose tolerance. Diabetes Metab Res Rev. 2013 Jan;29(1):25-32. doi: 10.1002/dmrr.2321

Traduzione
di Franco Pellizzari.


 

Rischio mortalità

Rischio di mortalità precoce ridotto fino al 40% da un aumento dell’attività fisica e dello sport

 

Anche se gli studi precedenti hanno dimostrato il legame tra gli esercizi regolari e il miglioramento della salute, è ancora poco chiara l'esatta relazione dose-risposta.


Guenther Samitz, ricercatore in attività fisica e di salute pubblica al Centro per le Scienze Sportive e gli Sport Universitari dell'Università di Vienna, ha esaminato questa relazione con un meta-studio che rappresenta più di 1,3 milioni di partecipanti.


Il progetto di ricerca è stato condotto in collaborazione con scienziati di salute pubblica ed epidemiologi delle Università di Berna in Svizzera e di Bristol in GB. I risultati dello studio sono stati pubblicati in International Journal of Epidemiology.


Una settimana è fatta di 10.080 minuti e, secondo le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), già appena 150 minuti di attività fisica ad intensità moderata alla settimana proteggono dalle malattie croniche e dalla morte prematura.


Un gruppo di ricerca, che fa capo a Guenther Samitz, ha studiato il legame tra l'aumento del livello di attività fisica in diversi domini (lavoro, vita quotidiana, trasporti e tempo libero) e la mortalità per qualsiasi causa. I ricercatori hanno valutato a che punto le raccomandazioni attuali dell'OMS, in termini di attività fisica, riducano il rischio di morte prematura nelle popolazioni adulte.

 

80 studi con 1,3 milioni di soggetti esaminati

Lo studio è stato condotto come revisione sistematica che comprendeva diverse meta-analisi. Una meta-analisi combina i risultati di singoli studi che affrontano una serie di domande predefinite di ricerca. Nella Sanità Pubblica e nella Medicina le evidenze delle meta-analisi sono spesso usate per aggiornare o rivedere raccomandazioni e linee guida per la prevenzione e le terapie.


I ricercatori hanno identificato circa 7.000 rapporti potenzialmente rilevanti, tra i quali 80 studi di coorte con più di 1,3 milioni di partecipanti di studio provenienti da Europa, Canada, Stati Uniti e Asia hanno soddisfatto i criteri rigorosi di inclusione. All'inizio dello studio i partecipanti dovevano essere privi di malattie cardiovascolari, cancro e di altre condizioni croniche.


I partecipanti allo studio sono stati seguiti per un periodo mediano di 11 anni. “I risultati degli studi inclusi sono stati combinati e controllati per altri potenziali fattori influenti, come ad esempio il fumo di sigaretta, il consumo di alcool, l’indice di massa corporea, la pressione sanguigna, la nutrizione, l'istruzione e i fattori sociali”, ha spiegato Guenther Samitz.

 

Le donne hanno più benefici degli uomini

In Europa solo circa un terzo della popolazione adulta rispetta le raccomandazioni minime dell’OMS per l'attività fisica. Si è associato un livello alto di attività fisica ad una ridotta mortalità per qualsiasi causa, indipendentemente da dove: nel lavoro, nella vita quotidiana, nel tempo libero o nel trasporto attivo. Tuttavia, l'associazione è più alta per l'attività fisica del tempo libero e per le attività della vita quotidiana, e la riduzione della mortalità è più pronunciata nelle donne rispetto agli uomini.


Le donne e gli anziani hanno anche un beneficio di sopravvivenza quando sono impegnati in attività regolari di intensità leggera/moderata nella vita quotidiana, come ad esempio i lavori domestici, il giardinaggio, andare a piedi o in bicicletta al centro commerciale.


Non è chiaro il motivo per cui sia sempre superiore per le donne il beneficio di sopravvivenza derivante dall’attività fisica in tutti i domini. Gli autori dello studio ipotizzano che i cambiamenti nel livello degli ormoni femminili, nel metabolismo degli estrogeni e nella distribuzione del grasso corporeo potrebbero in parte essere responsabili di questa differenza.

 

Anche poca attività fisica va bene, se è di più è meglio

In una seconda fase i ricercatori hanno quantificato il beneficio sulla mortalità che deriva dalla dose di attività fisica per settimana. Per le attività della vita quotidiana di intensità leggera/moderata, come ad esempio i lavori domestici, il giardinaggio, il salire le scale, il cammino e l’uso della bicicletta per il trasporto, un incremento di un'ora alla settimana, rispetto all’assenza di attività fisica, è associato ad una riduzione della mortalità del 4%.


Il Dott. Samitz ha detto che nelle attività del tempo libero di moderata intensità (ad esempio Nordic Walking, trekking, danza sociale), la riduzione del rischio aumenta al 6%, e con l'attività aerobica vigorosa o uno sport intenso (jogging, bici a oltre 16 km/ora, tennis, sport con la palla), la riduzione della mortalità per qualsiasi causa sale al 9% per ogni ora di incremento alla settimana.


Rispettare il livello consigliato dall'OMS di 150 minuti alla settimana di attività fisica moderata della vita quotidiana, o durante il tempo libero, è associato ad una riduzione del rischio di mortalità del 10%. Per l'esercizio vigoroso e sportivo la riduzione del rischio di mortalità è più del doppio (22%).


300 minuti, o 5 ore, alla settimana (livello di attività consigliato per avere importanti benefici per la salute) sono associati ad una riduzione del rischio di mortalità del 19% e del 39%, rispettivamente per le attività di moderata intensità della vita quotidiana, e per l'attività aerobica e lo sport di intensità vigorosa. Ma anche per i livelli più bassi di quelli raccomandati dall'OMS i ricercatori hanno osservato un significativo vantaggio nella sopravvivenza.


Samitz riassume che “qualsiasi attività fisica è meglio di niente e anche le attività della vita quotidiana sono associate ad un beneficio nella sopravvivenza, ma l'attività fisica di intensità vigorosa è associata ad una maggiore riduzione in tutte le cause di mortalità”, e raccomanda: “Comunque gli adulti sedentari dovrebbero iniziare con un’attività fisica di moderata intensità e aumentare lentamente la dose settimanale e l'intensità, perché negli adulti sedentari l’attività fisica di intensità vigorosa è associata ad un maggiore rischio di lesioni muscolo-scheletriche e di eventi cardiaci avversi”.

 

 


Fonte: Eurekalert.org (> English version)

Riferimenti: Guenther Samitz, Matthias Egger and Marcel Zwahlen. Domains of physical activity and all-cause mortality: systematic review and dose-response meta-analysis of cohort studies. International Journal of Epidemiology 2011; 1-19. DOI: 10.1093/ije/dyr112

Traduzione
di Franco Pellizzari


 

Insufficienza cardiaca

Il Nordic Walking migliora la salute dei pazienti con insufficienza cardiaca.

 

Il Nordic walking permette ai pazienti con insufficienza cardiaca di esercitarsi più intensamente del cammino senza bastoncini.


La ricerca è stata presentata all’Heart Failure Congress 2012, dal 19 al 22 Maggio 2012 a Belgrado in Serbia. Il Congresso è il principale incontro annuale della Heart Failure Association (Associazione Insufficienza Cardiaca) della Società Europea di Cardiologia.


L'esercizio aerobico per i pazienti con insufficienza cardiaca migliora la qualità della vita e riduce i ricoveri derivanti da insufficienza cardiaca. Tuttavia, molti pazienti con insufficienza cardiaca trovano difficile l'esercizio. Nel Nordic Walking, le persone utilizzano bastoncini e le braccia imitano i movimenti dello sci di fondo. Si tratta di una delle forme di attività fisica in più rapido sviluppo in Europa ed è sicuro per i pazienti più anziani, soprattutto quelli di età superiore ai 65 anni, fatto che lo rende una buona possibilità per i pazienti con insufficienza cardiaca.


Per lo studio, 12 pazienti con insufficienza cardiaca e 12 adulti sani hanno fatto due test del cammino di sei minuti submassimali su un tapis roulant livello a una velocità costante di 5 chilometri all'ora. I partecipanti hanno fatto un test con i bastoncini da Nordic Walking e uno senza. I ricercatori hanno confrontato le risposte cardiorespiratorie durante il cammino con e senza bastoncini.


Nel gruppo dei sani, rispetto al cammino senza bastoncini, il Nordic Walking ha aumentato il consumo di ossigeno (VO2) di 4,9 ml/kg/minuto (con un incremento medio del 37%) e ha portato a un quoziente respiratorio superiore (aumento mediano del 5%). La frequenza cardiaca di picco è stata superiore di 20 battiti al minuto, la pressione arteriosa sistolica (BP) massima si è alzata di 15 mmHg, e il livello di fatica è aumentato di 2 punti sulla scala di Borg. Tutti i risultati sono significativi (p=0,05).


Nei pazienti con insufficienza cardiaca, rispetto al cammino senza bastoncini, il Nordic Walking ha aumentato il VO2 da 2,9 ml/kg/min (14,7%) e quoziente respiratorio del 18%. La frequenza cardiaca di picco è aumentata di 15 battiti al minuto, la BP massima era più alta di 10 mmHg, e il livello di fatica è aumentato di 2 punti. Tutti i risultati sono significativi (p=0,05).


Sia nel gruppo sano che per i pazienti con insufficienza cardiaca, non ci sono stati segni di ischemia cardiaca e nessuna aritmia significativa durante i test. I ricercatori hanno concluso che il Nordic Walking permette alle persone sane e ai pazienti con insufficienza cardiaca di aumentare in modo sicuro l'intensità dell’esercizio e di ottenere benefici cardiorespiratori aggiuntivi dall’esercizio fisico.


"Nel Nordic Walking abbiamo un grande lavoro, perché usiamo gruppi muscolari aggiuntivi", dice l'autore Andrzej Lejczak, fisioterapista dell'Ospedale Militare di Wroclaw in Polonia, e studente di dottorato alla Scuola Universitaria di Educazione Fisica di Breslavia. "Camminiamo con quattro arti, e quindi esercitiamo le nostre braccia e le gambe allo stesso tempo; ecco perché abbiamo una tale risposta benefica". E aggiunge: "Questo implica che il Nordic Walking è sicuro per essere incluso nei programmi di riabilitazione cardiaca per i pazienti con insufficienza cardiaca".


I pazienti devono semplicemente acquistare i bastoncini da Nordic Walking, che costano circa 40/50 €, poi frequentare due o tre lezioni di un'ora. Dopo di che essi possono esercitarsi da soli all'aria aperta, senza bisogno della palestra.


Precedenti studi di Lejczak avevano dimostrato che il Nordic Walking migliora la qualità della vita, la capacità aerobica e la forma fisica dei pazienti con insufficienza cardiaca.

 

 

 


Fonte: eurekalert.org (>English version)

Riferimenti: A Lejczak, K Josiak, K Wegrzynowska-Teodorczyk, E Rudzinska, W Banasiak, EA Jankowska, M Wozniewski, P Ponikowski. Nordic walking enables a safe increase in exercise intensity and may be amore effective trainingmethod than walking without poles in patients with HF and healthy subjects. European Journal of Heart Failure Supplements (2012) 11 (S1), S165

Traduzione
di Franco Pellizzari

 

 

 

 


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