L'esercizio fisico quotidiano auto-riferito associato a pressione e glucosio più bassiL'esercizio fisico da moderato a vigoroso auto-segnalato è stato associato a livelli di pressione arteriosa e di glucosio nel sangue più bassi in uno studio del Kaiser Permanente pubblicato sulla rivista Preventing Chronic Disease.


I dati sull'esercizio raccolti nel programma «Exercise as a Vital Sign» (EVS) di Kaiser Permanente, in cui il personale dello studio medico chiede ai pazienti circa le loro abitudini di allenamento ad ogni visita di assistenza sanitaria, hanno rivelato l'associazione tra esercizio moderato/vigoroso e migliori valori di salute cardiometabolica per uomini e donne.


Pochi studi in precedenza avevano esaminato le associazioni tra attività fisica auto-riferita e i fattori di rischio cardiometabolico all'interno di un contesto di assistenza sanitaria. Questo studio ha esaminato le cartelle cliniche elettroniche di 622.897 adulti iscritti al Kaiser Permanente Southern California, che erano generalmente sani e si erano sottoposti ad almeno tre visite ambulatoriali durante il periodo di studio di due anni.


Nell'ambito del programma EVS, i pazienti dichiarano quanti giorni alla settimana sono impegnati in esercizio fisico da moderato a intenso (come una camminata vivace) e per quanti minuti. Gli autori dello studio hanno classificato i pazienti come «attivi con regolarità» (se hanno segnalato almeno 150 minuti di esercizio alla settimana), «attivi irregolari» (se hanno segnalato qualsiasi esercizio, ma meno di 150 minuti alla settimana) e «inattivi» (se hanno segnalato di non fare alcun esercizio). Erano esclusi dallo studio, tra gli altri, quelli con problemi di salute gravi e le persone che assumevano farmaci per abbassare la pressione sanguigna o per controllare il glucosio.


"Anche se questo studio era trasversale e non possiamo presumere causalità tra il livello di attività fisica e lo stato di salute sulla base di questi dati, la combinazione di questi risultati con quelli di studi di intervento suggerisce che l'esercizio fisico può avere un ruolo fondamentale nel moderare/ridurre lo zucchero nel sangue e la pressione, e in ultima analisi la salute cardiometabolica di un paziente", ha detto Deborah Rohm Young, PhD, del Kaiser Permanente di Pasadena in California.


Lo studio ha scoperto che le donne che facevano attività fisica con costanza, e anche con irregolarità, avevano una pressione sistolica e diastolica minore rispetto a quelle che erano inattive. Gli uomini avevano una minore pressione diastolica, ma non c'era alcuna associazione con la pressione sistolica.


I risultati inoltre hanno dimostrato che i pazienti di sesso maschile e femminile attivi costantemente, e anche in modo irregolare, avevano livelli di glucosio a digiuno inferiori rispetto ai pazienti sempre inattivi. Le donne coerentemente attive e quelle irregolarmente attive avevano una maggiore ampiezza di differenza per le variabili cardiometaboliche rispetto agli uomini a parità di attività.


Il programma SVE incoraggia anche i medici del Kaiser Permanente e gli altri operatori sanitari a raccomandare più esercizio fisico per coloro che dichiarano di fare poca o nessuna attività regolare in una settimana media. I medici raccomandano esercizio «moderato/vigoroso»  (ad esempio una camminata veloce) per i pazienti che riferiscono di essere inattivi.


"Se gli operatori sanitari verificassero di routine l'attività fisica dei loro pazienti e indirizzassero quelli fisicamente inattivi a partecipare a programmi di esercizio, si potrebbe ridurre l'incidenza di malattie croniche future", ha detto Young.

 

 

 

 

 


Fonte: Kaiser Permanente  (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Deborah Rohm Young, Karen J. Coleman, Eunis Ngor, Kristi Reynolds, Margo Sidell, Robert E. Sallis. Associations Between Physical Activity and Cardiometabolic Risk Factors Assessed in a Southern California Health Care System, 2010–2012. Preventing Chronic Disease, 2014; 11 DOI: 10.5888/pcd11.140196

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