L'amore per il cammino è scritto in noi fin dalla preistoriaI nostri antenati sono arrivati qui cammindando, dopo l'ultima era glaciale.

Perché lo facciamo? Perché vaghiamo lungo i letti dei fiumi o passeggiamo lungo i sentieri della foresta e saliamo sulle colline?

Lo facciamo perché ci dà piacere. Camminare ristora, dà la possibilità di rilassarsi, di lasciar andare le preoccupazioni che tutti noi abbiamo.

Ma forse c'è molto più di questo.

Fino a 100 anni fa la maggior parte delle persone camminavano per andare da A a B. Gran parte del sistema viario che abbiamo è costruito su mulattiere e sentieri antichi e le carreggiate sono state semplicemente asfaltate.

Ma camminare è scolpito in ognuno di noi. Dopo l'ultima era glaciale i nostri primi antenati sono arrivati in questa terra.

Entrare in un territorio vergine significava due cose. Prima di tutto, non c'era il pericolo di essere attaccato da altri che erano arrivati ​​prima, e in secondo luogo si entrava a piedi in una dispensa incontaminata dove nessun altro aveva ancora fatto irruzione.

Oggi viviamo in un mondo pieno di segnali, che sono ad ogni angolo per dirci esattamente dove siamo, ma prima della formazione dei sentieri e dei percorsi eravano esploratori nel vero senso del termine.

Camminare ci offre la possibilità di esplorare e di conoscere ogni giorno come profondamente diverso da quello che l'ha preceduto.

Come molti sacerdoti di campagna, ora non ricevo un salario. Mi viene data una casa in cui vivere, in cambio della cura di alcune chiese. Pertanto devo guadagnarmi da vivere, una cosa che sento come buona.

Così nel corso più o meno dell'ultimo anno ho camminato tra i villaggi, lungo alcuni antichi sentieri e anche per alcune nuove vie con itinerari segnalati. Invece di camminare sui percorsi popolari ho scelto di percorrere i sentieri più intimi e nel corso dell'ultimo anno ho realmente visto così tanto di questa bellissima isola dove tutti noi viviamo [ndt: l'autore vive in Galles].

Da tutti questi viaggi è emerso un libro. Tutte le passeggiate sono circolari e la maggior parte di loro seguono dei sentieri. In alcuni luoghi, Cornovaglia e Guernsey, ho passeggiato su alcune strade soprattutto perché non ci sono così tanti sentieri dell'entroterra tra cui scegliere.

Ho trovato due bellissime passeggiate in Galles da Llandegfedd Reservoir nel sud e Tychryg a ovest. Le passeggiate gallesi erano più che una prova e in entrambi i casi devo confessare di essermi perso, ma non è una brutta cosa.

Si vede al di là dei segnali che ora tutti diamo per scontati, oltre a sapere dove siamo, che c'è in ognuno di noi la capacità di leggere la terra, il cielo, ma questo arriva veramente solo quando se ne ha bisogno. E' qualcosa che abbiamo lasciato alle spalle nel deserto.

Nel corso dell'anno che c'è voluto per completare il libro penso di aver imparato due cose.

  • La prima è che tutti i dati che abbiamo sempre sentito al telegiornale sulle specie in declino, e sulle altre in pericolo di scomparsa del tutto, sono veri. Ora tutti noi viviamo in un mondo che è molto più tranquillo e meno colorato di quanto non fosse quello dei tempi in cui i nostri nonni erano giovani.

    E non è solo la brutalità informale e molto reale dell'allevamento intensivo che ha portato questo mondo ad esistere, è, a quanto pare la mia incapacità, la nostra incapacità, di sentire la perdita della diversità e la tragedia di tante specie che ora vivono sull'orlo.

    E finché ciò che guida l'agricoltura è l'economia, allora la campagna è destinata a diventare ancora più silenziosa. In sostanza siamo al momento impantanati in un sistema in cui è accettabile avvelenare la terra.

    Questo veleno è evidente in quasi ogni fosso e ruscello che scorre attraverso la terra degli allevamenti intensivi, dove vengono utilizzati concimi azotati e pesticidi.

    Spero in futuro di vivere in una terra in cui tutti noi possiamo bere dalle sorgenti che sgorgano dalla terra, mentre ora tutte dovrebbero portare avvertenze per la salute.

  • La seconda è che non avevo idea fino a quando ho scritto il libro che gli altri paesi - la maggior parte dei paesi del mondo, infatti - non hanno una rete di sentieri che attraversano il paese. Si tratta di un immenso patrimonio che è stato lasciato a ciascuno di noi, la libertà di vagare praticamente dove vogliamo.

    E ho capito che la libertà di movimento, la libertà che abbiamo di camminare dove vogliamo, è fondamentale per la nozione di essere liberi.

 

 


Fonte: Peter Owen Jones in Wales Online (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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