class of seniors in gym on exercise bikes cyclingCOLUMBUS, Ohio - Un nuovo studio, condotto da un neurologo dei disturbi del movimento del Wexner Medical Center della Ohio State University, ha scoperto che la depressione migliora tra i pazienti con Parkinson che partecipano a un programma di esercizio di gruppo a lungo termine.


I risultati sono pubblicati nella rivista Parkinsonism and Related Disorders.


Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce più di 1 milione di americani. Ogni anno, circa 60.000 americani ricevono una nuova diagnosi di Parkinson. I malati sviluppano una disabilità progressiva nel tempo, pur con la migliore gestione farmacologica e chirurgica. Pertanto sono importanti tutti gli approcci complementari che possono massimizzare la capacità funzionale e migliorare la qualità della vita.


In questo studio pilota, 31 pazienti con Parkinson sono stati assegnati in modo casuale ad un "gruppo ad inizio immediato" o ad un "gruppo a partenza ritardata" per un programma formale e rigoroso di esercizi di gruppo della durata di un'ora, tre volte alla settimana. Il gruppo ad inizio immediato si è esercitato per un totale di 48 settimane, mentre il gruppo di avvio ritardato si è esercitato solo nelle ultime 24 settimane. Un paziente ha abbandonato lo studio.


"I risultati dimostrano che i programmi di allenamento di gruppo a lungo termine sono fattibili nella popolazione di Parkinson.
Ai pazienti piace fare esercizio, e sono rimasti nel programma che comprendeva allenamento cardiovascolare e di resistenza", ha detto il ricercatore principale Dr. Ariane Park, neurologo dei disturbi del movimento del Centro Madden di Parkinson e Disturbi Correlati al Wexner Medical Center della Ohio State.


"Lo studio ha anche dimostrato che la partecipazione immediata al programma di esercizi di gruppo ha migliorato significativamente i sintomi di depressione rispetto al gruppo di partenza ritardata, e questo è importante perché spesso l'umore può essere più debilitante dei sintomi motori", ha detto la Park.


Più del 50 per cento dei pazienti con Parkinson soffrono di depressione, per cui è importante aiutare i pazienti a trovare nuovi modi per affrontare e migliorare i sintomi, ha detto la Park, che è anche ricercatrice nel Programma di Neuroscienze della Ohio State.


I ricercatori speravano anche di dimostrare che l'esercizio fisico potrebbe rallentare la progressione della malattia, ma lo studio non fornisce una forte evidenza di un effetto 'neuroprotettivo' sulla funzione motoria, forse a causa delle piccole dimensioni del campione, secondo la Park.


"Raccomandiamo l'esercizio a tutti i nostri pazienti di Parkinson. Attualmente, non c'è consenso unanime sul regime di esercizio fisico standard in termini di tipo, frequenza ed intensità. La letteratura sostiene che qualsiasi routine che migliora la forma fisica è buona per il Parkinson, e questo può includere cammino, nuoto, tai chi o anche ballo", ha detto la Park. "Vogliamo solo che i pazienti si muovano regolarmente. Non solo si muoveranno meglio, ma si sentiranno meglio".


Altri ricercatori sono Xiaobai Li, Allison Wehr, Andrea Malone, Alicia Rendon, David Zid e Jackie Russell. Lo studio è stato finanziato dal Madden Center Development Fund; dall'OSU Parkinson’s Disease Our Goal is a Cure Fund; dalla filiale di Columbus della National Parkinson’s Foundation; e dall'OSU Center for Clinical and Translational Science CTSA Grant
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Fonte: Ohio State University Wexner Medical Center.

Riferimenti: A. Park, D. Zid, J. Russell, A. Malone, A. Rendon, A. Wehr, X. Li. Effects of a formal exercise program on Parkinson's disease: A pilot study using a delayed start design. Parkinsonism & Related Disorders, 2013; DOI: 10.1016/j.parkreldis.2013.10.003

Pubblicato in medicalcenter.osu.edu (>English version) - Tradotto da Franco Pellizzari

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