Effetti contrari tra attività fisica sul lavoro e quella del tempo libero"Taglialegna nella foresta" di Carl Larsson, pittore naturalista Svedese, nato 1853, morto 1919.L'attività fisica professionale pesante in mezza età aumenta il rischio di limitazione della mobilità in età avanzata, mentre l'attività fisica nel tempo libero ne diminuisce il rischio.


Questo è quanto ha scoperto uno studio che ha seguito 5.200 dipendenti del settore pubblico per 28 anni, eseguito al Centro di Ricerca di Gerontologia in Finlandia e all'Istituto Finlandese di Sanità.


Il lavoro fisico pesante è spesso ripetitivo, logora il corpo e dura per diverse ore al giorno. Al contrario, l'attività fisica nel tempo libero è progettata per migliorare la forma fisica e fornire ricreazione; una tipica sessione di esercizio dura solo una o due ore. Anche se entrambe sono basate sull'attività muscolare e risultano in un dispendio energetico, le loro conseguenze a lungo termine sono diverse.


"Una persona che fa un lavoro manuale pesante può compensare gli effetti negativi partecipando a un'attività fisica
vivace nel tempo libero", dice il professor Taina Rantanen, il leader del gruppo di ricerca."La limitazione della mobilità è un fattore determinante per le possibilità di una persona di partecipare alla società e di utilizzare le strutture territoriali. L'attuale politica sottolinea l'importanza di promuovere la vita indipendente degli anziani", ha aggiunto la Rantanen.


La limitazione della mobilità è stata valutata cinque volte e si è basata sulla capacità di una persona di mantenere e modificare le posizioni del corpo, trasportare e trattare oggetti e camminare e muoversi. Le valutazioni di base hanno avuto luogo nel 1981 e le ultime nel 2009. Quando i ricercatori hanno confrontato la prima e l'ultima valutazione delle persone che hanno continuato lo studio per l'intero periodo di follow-up, i risultati erano quasi identici, suggerendo la quasi mancanza di calo nella mobilità.


Tuttavia, quando gli ultimi risultati della valutazione di coloro che sono morti durante il periodo di follow-up sono stati confrontati con la loro valutazione basale, è stata osservata una netta diminuzione.


La caratteristica unica di questo studio è che le stesse persone sono state seguite più volte nell'arco di un lungo periodo di tempo. Questo metodo consente di controllare meglio lo sviluppo a lungo termine, che non sarebbe possibile se fossero effettuate valutazioni solo all'inizio e alla fine del periodo di prova. Quando sono disponibili solo due valutazioni, rimane sconosciuto ciò che succede nel mezzo.


"Negli studi con lungo follow-up di persone anziane, è necessario tener conto del fatto che alcuni dei partecipanti possono morire prima della conclusione dello studio. Solo i partecipanti più sani e più forti sono disponibili per le valutazioni di follow-up, che possono portare alla sottovalutazione dei cambiamenti legati all'età", dice la prof.ssa Rantanen. La capacità funzionale in età avanzata è il risultato di processi che possono aver iniziato già nella mezza età; alcuni di loro hanno supportato la salute della persona, mentre altri possono essere stati dannosi per la salute.


I risultati della ricerca attuale suggeriscono che un marcato declino della mobilità si verifica solo negli ultimi anni di vita. "Se ci basiamo solo sull'età, non saremmo in grado di predire la salute e la mobilità di una persona. In altre parole, la distanza dalla nascita è un predittore peggiore della mobilità rispetto alla distanza alla morte", osserva la Rantanen.


I risultati sono stati pubblicati nel Journal of the American Geriatrics Society di aprile 2014. La ricerca è stata finanziata dall'Accademia di Finlandia.

 

 

 

 

 


Fonte: Suomen Akatemia (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Timo Hinrichs, Mikaela B. von Bonsdorff, Timo Törmäkangas, Monika E. von Bonsdorff, Jenni Kulmala, Jorma Seitsamo, Clas-Håkan Nygård, Juhani Ilmarinen, Taina Rantanen. Inverse Effects of Midlife Occupational and Leisure Time Physical Activity on Mobility Limitation in Old Age-A 28-Year Prospective Follow-Up Study. Journal of the American Geriatrics Society, 2014; DOI: 10.1111/jgs.12793

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